PUBBLICO INCANTO

uno spettacolo prodotto da: Puntozero soc coop
Sviluppato con: Gli Omini
Drammaturgia: Giulia Zacchini
Messa in scena e testi a cura di: Collettivo L’Amalgama
con il sostegno di: Regione Friuli Venezia Giulia
in collaborazione con: Associazione Minoranza Creativa, Associazione Menti Libere, a.ArtistiAssociati, Centro Aggregazione Giovanile - Pozzuolo del Friuli, Cooperativa Informazione Friulana, Damatrà Onlus, Soluzioni SRLS, SimulArte


IL PROGETTO

Nel 2021 Gli Omini vengono convocati dalla Cooperativa Sociale Puntozero, operativa in Friuli con progetti territoriali e artistici. Il compito della compagnia è quello di ideare, insieme al gruppo di architetti, un progetto di ricerca e teatro da sviluppare su otto comuni friulani, per mettere in scena a luglio del 2022 i primi esperimenti, grazie alla collaborazione con L’Amalgama, giovane compagnia composta da ex studenti dell’Accademia Nico Pepe di Udine.
Il lavoro de Gli Omini si è sviluppato in varie fasi: sopralluoghi, ideazione, scrittura del canovaccio e formazione al proprio metodo di alcuni componenenti de L’Amalgama, attraverso una settimana d’indagine e scrittura che ha portato alla costruzione di uno degli spettacoli che andranno in scena a luglio. Ogni paese, infatti, avrà il proprio Pubblico incanto, grazie a settimane di residenze, che permetteranno al gruppo di attori di riempire gli spazi vuoti del canovaccio con le parole della gente incontrata per strada. L’ultima fase, ancora da svolgere, riguarderà la cura della messa in scena.  

 

I TEMI

Pubblico incanto è una riflessione sul bene pubblico, sui diritti e sui doveri dei cittadini, sull’incontro e il sentimento di comunità. Attraverso riflessioni tanto economiche quanto poetiche, lo spettacolo arriva a celebrare la socializzazione come massima espressione di bene pubblico.
Grazie ai sopralluoghi nei vari comuni friulani coinvolti, accomunati da una natura di paese dormitorio per i lavoratori di Udine, la prima riflessione de Gli Omini si è rivolta al concetto di piazza. Notando la mancanza di uno spazio adibito all’incontro e alla chiacchiera, la discussione artistica è diventata sia urbanistica che antropologica. Da queste premesse, è nato uno spettacolo che si presenta come un’assemblea pubblica, con il coinvolgimento della popolazione (il pubblico) su alcune scelte fanta-amministrative, tutte rivolte alla tutela del dialogo e della comunità.

LO SPETTACOLO

Tre forestieri indicono un’assemblea pubblica chiamando tutti i cittadini a raccolta per fare alcune proposte da mettere al voto. I tre tecnici esperti, hanno sondato il territorio, hanno parlato con molte persone e raccolto idee per rivoluzionare la vita del paese. Con un fare che unisce il giostraio all’amministratore di condominio, i tre cercheranno di mettere in guardia il pubblico dal pericolo dell’isolamento. Le due proposte principali saranno molto semplici, tanto da diventare realmente realizzabili, nonostante siano concepite come puri inviti alla riflessione su tematiche di stringente attualità: lo stato di abbandono dei piccoli centri, la privatizzazione crescente, la mercatizzazione, la progressiva scomparsa dei presidi di socialità.

LA PANCHINA E LA COLLETTA: un nuovo modello di panchina sarà presentato al pubblico. Grazie al materiale raccolto nelle indagini, la dimostrazione sulla funzionalità e la necessarietà di questo oggetto, metafora di sosta e condivisione, avverrà tramite una scena che racchiuderà tutti i dialoghi e i monologhi più indicativi e profondi degli abitanti del posto, sotto lo slogan di: Ecco tutto quello che può succedere su una panchina. La partecipazione del pubblico sarà, in questo caso, particolarmente attiva, dato che verrà chiesto di raggiungere, grazie a un contributo collettivo, la quota per coprire le spese di costruzione della panchina stessa e la possibilità di replicarla.

LA PIAZZA DEL MATTO: la riflessione sulla piazza, ha una grande rilevanza nello spettacolo e comprende, come bene pubblico, anche la questione delle “intitolazioni”. Per fare di un bene un bene pubblico, s’invita all’ascolto del territorio ribaltando i concetti di memoria collettiva ed eroismo. Si tratta qui di individuare, durante la ricerca sul territorio, il personaggio di spicco, il mito del popolo, il genio, il matto storico di paese che tutti ricordano con malinconico affetto, per celebrare insieme, l’inaugurazione di una nuova piazza a lui intitolata. Una piazza minuscola, fatta di una panchina su cui sedere, una targa a regola d’arte e libertà di pensiero.